Fenomenologia di un T(r)OP Trader

Catfoot Fenomenologia di un T(r)OP Trader
Andrea Pazienza, bozzetto non ultimato, 1986. Base d’asta 8’000,00€

Nella grande corsa verso il trading on line, iniziata a partire dagli anni 2000 e che corre con accelerazione esponenziale, è facile imbattersi in sponsorizzate e advertising di sedicenti Top Trader che promettono di battere il mercato.

Ora, per quanto sia un grande esempio di capitalismo, e questo non può far altro che piacere, è importante discostarsi dai propri sogni e desideri per cercare di dare un metro realistico a ciò che vediamo, con lo scopo ultimo di salvare il nostro denaro e, ancora più importante, il nostro tempo.

Perché oggi sono tutti trader?

Apri Linkedin o Instagram e, se sei un pelo targettizzabile nel mondo forex/cfd/certificati, probabilmente avrai visto decine e decine di profili che parlano di trading, e sembra che siano tutti estremamente bravi! Tutti che guadagnano e flexano prodotti o esperienze T(r)OP: auto, ricci di mare, orologi, alcolici costosi, ecc.

E noi ci sentiamo un pochino sfigatelli, che ci tocca andare a lavorare per portare il pane in tavola o per pagare la scuola ai figli.

Ma facciamo un passo indietro.

È magnifico che con un laptop io possa entrare e uscire dal mercato, possa scrivere algoritmi di trading utilizzando framework open source e addirittura stream di dati messi gratuitamente a disposizione.

È magnifico come il progresso abbia rilanciato la finanza personale, come tutti si stiano bene o male informando su come gestire il proprio denaro, su come integrare uno stipendio sfruttando l’accesso ai mercati che, anche solo con uno smartphone, possa guadagnare (o perdere) denaro sui mercati.

Non importa CHI io sia, ma solo COME faccio trading, e il magico mondo della finanza può premiarmi o bastonarmi.

Questo è bellissimo. Quasi poetico. Ma non va confusa un’opportunità con un diritto, un’occasione con una regola.

E qui veniamo ai giorni nostri: dove tantissime persone, indotte da alcuni motivi che in seguito esplicito, sono portate a vedere i mercati con una overconfidence eccessiva e senza le dovute cautele.

Eccone i motivi:

Siamo in un bull market in cui praticamente qualsiasi asset è salito. In un bull market potente è facile vedere dei lauti guadagni anche con il semplice buy and hold.

Questo, guidato principalmente dall’azionario, ha fatto sembrare i mercati come una bellissima rampa di lancio verticale capace di moltiplicare il denaro praticamente senza sforzo e NONOSTANTE la pandemia.

Purtroppo però è una view che è destinata a cambiare: il mercato nel breve è una slot machine ma nel lungo una bilancia di precisione e se oggi un dollaro di valore viene prezzato 5 dollari, arriverà il momento in cui i prezzi torneranno a un dollaro. Vuol dire -75% circa. Occhio.

A ciò aggiungiamo il fatto che il mercato azionario ha ricevuto un’ingente quantità di denaro che acquistava praticamente “a qualsiasi prezzo” perché i rendimenti delle obbligazioni, il costo del denaro e l’inflazione hanno spinto i gestori (non i trader neh… parlo di quelli che i soldi li muovono davvero, non chi gioca con i ciendokappa a leva 400) ad inseguire rendimenti più volatili ma più interessanti.

Questo distorce la visione d’ambiente, e fa di ogni ronzino uno stallone perché c’è tanta gente che scommette sui cavalli.

A ciò aggiungiamo il mondo Crypto, anch’esso in un super bull market che può trasformarsi in rivoluzione o bolla… lo sapremo solo con il senno di poi.

Dicendo questo, non volevo dimostrare particolari competenze macroeconomiche, per carità, ma mi serve per capire che tutti i virgulti T(r)op Trader nati negli ultimi 5 anni sono frutto di monodirezionalità del mercato, grande culo e hype fuori dal filo dell’ascia nel mondo crypto.

Nessuno per ora si è scontrato sulla parte cattiva dell’irrazionalità di mercato. E per questo è ben importante non cedere agli abbagli psicologici del marketing finanziario, essendo tutte belle fighe che, nascondendo la faccia, puntano tutto sulla scopata.

So che il paragone è forte, ma è esattamente questo. Un formatore che ti prende per la gola mostrando uno stile di vita che è sempre e comunque sopra le righe, sta facendo la bella figa che ti promette la più grandiosa scopata della tua vita.

Ma al netto del fatto che quel tipo di marketing da “influenzer” è un’accurata selezione di successi che elimina le onnipresenti sconfitte che esistono e che si vivono giornalmente stando sui mercati, sii almeno cosciente che ti stai comprando una scopata, non un* compagn* di vita.

Imparare il trading on line è difficile.

Dai successi altrui non si impara un cazzo. Si impara solo ad invidiare (anche in modo positivo, per carità) e a livello tecnico non serve nulla di tutto ciò.

Imparare il trading online da un corso di formazione è come imparare a pilotare un piperstudiando sui libri, imparando i comandi su una cloche in casa e usando un simulatore su pc.

Catfoot Fenomenologia di un T(r)OP Trader
Photo by Abe Drzycimski on Unsplash

Guardacaso infatti se vuoi avere il brevetto di pilota devi pure dimostrare di avere un certo numero di ore di volo e, tra l’altro, in diverse condizioni meteorologiche.

Perché è la stessa cosa!

Puoi avere l’indicatore, il corso, il mentore, il Mammasantissima, l’Eminenza grigia che vuoi. Può essere un superfico di Dubai come un giramondo impenitente o un ragazzetto appassionato di trap e di trading che si spara operazioni da 50R sul timeframe a 15 secondi, ma finché non pigli il tuo culo e ti metti a mercato con dei soldi di mezzo, allora sei un “teorico”.

Perfino gli Expert non possono aiutarti, ed una cosa che ripeto a tutti i miei clienti è: avrai il coraggio di tenere acceso l’expert quando farà 2, 3 ,10 settimane di drawdown? Riuscirai a reggere psicologicamente alle perdite? Riuscirai a non raddoppiare le size per “recuperare in fretta”? Riuscirai a mantenere il sonno, la fame, la voglia di uscire di casa e di vivere oppure diventerai un servo delle candele giapponesi in attesa del “big fish” che potrebbe non arrivare mai?

Imparare a tradare è difficile.

I metodi per tradare sono estremamente semplici, invece. E sono l’ultima cosa di cui ti devi preoccupare.

Con una solida base psicologica, anche tradare con la monetina ti permette di uscire a fine anno con un bilancio in positivo.

E allora capisci che non c’è Rolex, Lambo o Dompe che tenga, perché quelli sono simboli di menti deboli che devono fare colpo su altre menti deboli.

Di trader milionari ne ho conosciuti pochi, per ora, nessuno aveva la Lambo. Uno vive in affitto da sempre. In una casa della madonna.

Ok Dario, bene, ma allora? Voglio diventare un trader, voglio fare i soldi, come faccio?

Personalmente ho dedicato buona parte del 2021 a imparare a fare trading discrezionale. Mi piace l’idea di essere sì un programmatore, ma di compiere anche quel viaggio interiore infinito che porta alla conoscenza introspettiva, che forse è l’unico vero valore aggiunto (e spesso manco considerato) di questo lavoro bellissimo.

(Ah, sì, guarda che tradare è un lavoro, più difficile quando si inizia)

In questo viaggio di apprendimento, ho sfasciato un po’ di soldi dietro a qualche formatore, sia italiano che estero, e posso darti quelli che sono i miei pilastri per valutare la bontà di un servizio:

Indipendenza

Non ti deve vendere roba che puoi usare solo su un broker. Fine. Un formatore che ti vende indicatori, EA e strumenti vincolati ad un broker significa che guadagna dalle commissioni e dai lotti che generano i suoi clienti. Questo vuol dire che tendenzialmente, ha un conflitto di interesse tra il farti fare le giuste operazioni e invece farti fare un tot di operazioni extra per far crescere il capitale movimentato.

Poi certo, un formatore che fa perdere costantemente soldi ai suoi clienti tendenzialmente si brucia in un paio d’anni, però… accordi con i broker == campanello d’allarme, chiedi info maggiori.

Trasparenza

Non dico in pubblico, ma almeno in privato, se guadagna dai mercati vuol dire che ci perde pure. Quelle perdite si vedono nei materiali di studio, nei gruppi telegram? Analizza la perdita per trarne un insegnamento? Se vedi solo successi al 100%, scappa. Non è possibile.

Fonti di guadagno

Ci sono mille motivi per cui un trader si mette ad insegnare. Uno degli ultimi sono i soldi. Grazie a Dio non siamo in una situazione come quella americana, dove il know how per costruire un corso lo compri per 10’000 $ e con il giusto marketing ci alzi un milioncino. Almeno in Italia, una visura si fa con 15€ e la società che eroga la formazione dovrebbe guadagnare…. MENO del trader. Cioè, fatto salvo che fare i milioni con una società di formazione sia comunque una stelletta al merito, specie se lo fai in Italia (big up per tutti gli imprenditori in generale, eroi), se alza 1000€ al mese dal trading e 8000€dalla formazione… beh, fatti insegnare come fare il formatore!

Impegno

Le rendite automatiche non esistono. Nemmeno se fai arbitraggio. Devi farti il culo, conoscere te stesso e imparare a gestire le emozioni su base quotidiana. Se la proposta formativa è “set & forget”, dormi sereno che ci penziamo noih… beh, scappa. Ogni risultato è il frutto di uno sforzo, è una legge di natura.

In conclusione, si può imparare il trading online?

Come passeresti in rassegna una checklist per comprare una macchina nuova, come analizzeresti i costi e i benefici di un piccolo investimento o valuteresti l’acquisto di una vacanza, non cedere al marketing emotivo.

Più emozioni ci sono nella tua vita da trader meno soldi farai. È garantito. Le emozioni riservale per tutto ciò che il trading potrà darti, se ci metterai l’impegno e il culo necessari.

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